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Poesia Incompleta

L'autore dell'articolo apparso su L'Espresso riporta il suo giro per la capitale portoghese, guidato da una studentessa alla quale aveva chiesto di essere portato nel "luogo più triste di Lisbona", convinto com'è che ogni luogo abbia la sua tristezza e quella di Lisbona sia "la tristezza dell'impero perduto".
Proprio essendo la poesia "la forma espressiva che meglio comunica la tristezza", "la città più triste d'Europa" ha compiuto uno sforzo "donchisciottesco" per opera di Changuito, proprietario della Libreria Poesia Incompleta, "interamente dedicata alla poesia".
La libreria, costituita da "due stanze e un giardino", è ricolma di "scaffali pieni di libri di poesia" e "scatoloni pieni di volumi di poesia non catalogati": il negozio non vende assolutamente niente altro.
Nel giardino è possibile leggere i libri che si sono acquistati e che derivano dai viaggi di Changuito e della sua fidanzata in giro per il mondo.
Partendo dall'asserto che "la poesia non porta soldi a nessuno; è un dono", l'autore ritiene che Changuito sia "un vero tesoro, un concentrato di doni", dimostrando la differenza tra chi apre librerie per "avidità di ricchezza" e chi le apre "per passione".
La poesia, continua l'autore, è più presente di quanto possiamo immaginare nelle nostre vite.
E, sebbene la studentessa lo abbia portato in un ristorante quale posto più triste di Lisbona, a detta dell'autore la Libreria Poesia Incompleta "è un luogo ancora più triste", "pieno di saudade, la tristezza nostalgica", al centro di una "dolorosa città".

 

(L'Espresso, N. 25 anno LV, 25 giugno 2009, pag. 17)

 
 

Articolo originale in formato pdf

 

 

 

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